Palermo, 2 Giugno 1962, Centro d’Arte Il Chiodo...
di Filippo Panseca - Milano 25 Feb. 2007
Palermo, 2 Giugno 1962, Centro d’Arte Il Chiodo, Via Ricasoli 51, ho compito da poco 22 anni e mi sono appena cimentato nella mia grande avventura Artistica. Il Centro d’Arte Il Chiodo da me fondato, ha rappresentato per gli artisti palermitani della mia generazione “Il Cenacolo” dell’arte contemporanea siciliana di quel periodo. Da subito dopo l’inaugurazione, il Chiodo divenne il luogo d’incontro di pittori, scultori, poeti, giornalisti, critici d’arte, collezionisti e di appassionati ed amanti delle Arti.
L’incontro con Cosimo Rizzutto, avvenne al Chiodo qualche giorno dopo l’inaugurazione, forse era il 5 di giugno, sicuramente dopo le 17. Io stavo da solo in galleria, Cosimo entrò in questo piccolo spazio di circa 20 mq. dove erano esposte le mie opere, non figurative, informali. Guardò con curiosità ed attenzione il mio lavoro e timidamente mi chiese se ero io l’autore. Dopo pochi minuti parlavamo da vecchi amici, entrambi uniti da un filo comune l’Arte, io come produttore, lui come consumatore. Cosimo fino a quel momento aveva solo avuto contatti con artisti figurativi e la visione dei miei lavori, fu per lui entrare in una nuova realtà artistica tutta da esplorare. Parlammo anche del suo lavoro metodico e quotidiano di impiegato delle Poste e dell’acquisto di un suo piccolo disegno di Renato Guttuso comprato con il suo primo stipendio. Da questo momento Cosimo Rizzuto, oltre che a divenire mio grande amico e sostenitore, diventò un puntuale critico obiettivo e collezionista accorto ed oculato nell’acquisto di opere di giovani artisti come me che cercavano di sbarcare il lunario come potevamo. Cosimo, doveva far quadrare i conti con il suo stipendio, una parte dedicata alla famiglia e l’altra all’arte. Piccole somme venivano date talvolta ad un pittore talvolta ad un altro per continuare un percorso che immancabilmente l’avrebbe portato ad esplorare personalmente la realizzazione di manufatti artistici, all’inizio come curiosità e col tempo, come mestiere e professione.
Le opere che oggi realizza Cosimo, sono frutto delle esperienze artistiche vissute a stretto contatto di tutti gli artisti da lui incontrati in 50 anni di frequentazione e amicizia. Non sono frutto di una ispirazione momentanea, ma di un lavoro costante di catalogazione, ricerca e rappresentazione, e sicuramente hanno ricordi e reminiscenze di opere da lui conosciute, viste meditate e studiate. I suoi ritagli ripresi da manifesti raccolti e conservati per anni, diventano la linfa vitale dei suoi collage che al contrario dei decollage dei novo realisti, Rotella, Hains, vengono non strappati ma costruiti e composti da memorie riprese da un taccuino di viaggio. Esteticamente perfetti, rappresentano il suo percorso laborioso e cosciente di un personaggio intelligente vissuto a stretto contatto di una società sognando con l’arte la sua vera ed unica identità.
Filippo Panseca
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