Ho incontrato Cosimo ...
di Achille Ghidini - Ingegnere - Scultore - Febbraio 2007
Ho incontrato Cosimo nella sua casa-museo di Palermo negli anni novanta: un personaggio straordinario che rocordo circondato da una importante famiglia, un incontro breve quello con Cosimo, ma intenso e tale da suscitare una solida amicizia, mai turbata dalla lontananza.
Ora mi trovo, improvvisamente, di fronte al suo volume "Ritagli di memoria".
Una vera sorpresa per me, un intimo segreto dell'autore che si svela, un lavoro gelosamente custodito, il racconto di una vita vissuta
nell'Arte e da Artista.
Cosimo ci parla di ritagli di memoria che io ricevo come veri racconti di un viaggio tra sogno e realtà: un viaggio di vita.
Caro Cosimo, io mi vedo nelle tue opere e ritrovo in esse gran parte anche della mia vita.
In "America, America", gli anni da me trascorsi in California; i motels on the road, Berkley, Los Angeles con la sua Washington Boulevard, tutta nera, le tantissime bandiere USA al vento a Santa Barbara, le vecchie Cadillacs ed il vino californiano.
Nell'"Epos" vivo il simbolismo dove reale e surreale si intersecano nella mia mente, anch'io spettatore seduto ad osservare la scena nel teatro degli avvenimenti.
Nella tua "Panoramica sul nero" ritrovo anche le immagini delle mie opere; io ho sempre scelto il nero nello sfondo. Tutto esce dal buoi e così si concretizzano i ricordi e divengono realtà. Tutto nasce dal nero dall'inconscio.
In "Citazioni iconografiche", rivedo l'arte nella sua perfezione, nelle sue molteplici manifestazioni, in uno spaccato di un novecento che già forse un po' rimpiangiamo.
Nel viaggio attraverso il "Corriere della sera" rivedo il mio viaggio personale nella raccolta rilegata delle "Domeniche del Corriere", eredità di mio padre. Quattro anni della seconda Guerra Mondiale rivissuti da me, adolescente, sfogliando quelle pagine nella vecchia soffitta.
In "Personaggi ed Interpreti" ti riconosco tra gli altri volti noti e percepisco in te quell'insistente, costante ammiccamento a quel meraviglioso mondo femminile che è anche quasi il soggetto costante della mia opera.
Caro Cosimo, ho percorso con grande emozione questo viaggio con te, in questo mondo dell'arte che abbiamo nel sangue e che ci lega in questo Novecento, un secolo dove noi abbiamo potuto attingere alle sorgenti della creatività.
Ti sono amico e ti abbraccio con affetto
Achille
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